<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-9149679892540227970</id><updated>2012-02-16T19:00:39.222+01:00</updated><category term='manuele struttura concetto'/><category term='manuele serena linee ragione piano'/><title type='text'>superficie serena</title><subtitle type='html'>grafosecondo</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://superficieserena.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9149679892540227970/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://superficieserena.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>A.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09249643129304292570</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>10</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9149679892540227970.post-5243330621042998359</id><published>2008-11-24T00:22:00.002+01:00</published><updated>2008-11-24T00:25:53.921+01:00</updated><title type='text'>10. Un piccolo gioiello</title><content type='html'>La biblioteca si estendeva per l'intero piano terra di un edificio trecentesco che era stato monastero in origine; nel tempo aveva assunto quasi ogni funzione uno spazio coperto può accettare. Manuele l'aveva conosciuto poco prima che una sua parte diventasse biblioteca. Gli interni, almeno quelli che ospitavano i libri, erano spogli e massicci, solo qualche decorazione sui capitelli. Le piccole finestre lasciavano entrare fasci di luce brillanti d'estate e proteggevano dal freddo l'inverno. Il tutto dava l'idea di un forte: quei muri innalzati per trattenere il mormorio tenue delle preghiere si erano ben adattati a conservare il pensiero. Alla prima visita di Manuele numerosi falegnami stavano ancora lavorando su librerie e altri arredamenti. Nonostante il rumore il futuro impiegato s'era potuto permettere una passeggiata astratta, gustando come fosse piacevole errare per quegli spazi in preda ai più svariati ragionamenti.&lt;br /&gt;La spoglia biblioteca possedeva inoltre un piccolo gioiello: un chiostro. Manuele aveva visitato più volte i due piani superiori occupati da uffici e sovraintendenze, ricchi di affreschi. Ma il chiostro a cui solo dalla biblioteca era possibile accedere gli permetteva di non provare invidia per quei burocrati circondati d'arte. Si trattava di uno spazio d'aria accuratamente circondato e ornato con una passione tutta viva e visibile. Manuele aveva chiesto che la sua scrivania fosse vicino alla porta che dava appunto sul chiostro, al confine tra questo e la biblioteca. L'aveva fatto per comodità, e anche un po' per apprensione: teneva sempre d'occhio chi passeggiasse là fuori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9149679892540227970-5243330621042998359?l=superficieserena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://superficieserena.blogspot.com/feeds/5243330621042998359/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9149679892540227970&amp;postID=5243330621042998359' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9149679892540227970/posts/default/5243330621042998359'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9149679892540227970/posts/default/5243330621042998359'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://superficieserena.blogspot.com/2008/11/un-piccolo-gioiello.html' title='10. Un piccolo gioiello'/><author><name>A.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09249643129304292570</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9149679892540227970.post-946357144589074805</id><published>2008-10-23T22:32:00.001+02:00</published><updated>2008-10-23T22:34:10.084+02:00</updated><title type='text'>9. Un quarto d'ora</title><content type='html'>Alle dieci erano entrambi sul divano. Manuele seduto da un lato leggeva un romanzo da supermercato, Serena distesa con la testa appoggiata a Manuele dormicchiava. Il libro non ricevette molte attenzioni, dopo un quarto d'ora era già sul pavimento e Serena tra le braccia di Manuele. Lei si negava un po', per gioco e per stanchezza: non perdeva occasione per accoccolarsi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9149679892540227970-946357144589074805?l=superficieserena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://superficieserena.blogspot.com/feeds/946357144589074805/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9149679892540227970&amp;postID=946357144589074805' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9149679892540227970/posts/default/946357144589074805'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9149679892540227970/posts/default/946357144589074805'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://superficieserena.blogspot.com/2008/10/9-un-quarto-dora.html' title='9. Un quarto d&apos;ora'/><author><name>A.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09249643129304292570</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9149679892540227970.post-2038134087504874208</id><published>2008-10-21T12:36:00.000+02:00</published><updated>2008-10-21T12:39:11.392+02:00</updated><title type='text'>8. Rivoluzioni</title><content type='html'>Il silenzio cominciava ad essere un po' scomodo, almeno per Manuele, ma di parlare dei suoi contorti pensieri adesso non aveva più voglia. Prese così un argomento a caso tra quelli che aveva sentito nel corso della giornata, e cominciò a ragionarci su ad alta voce.&lt;br /&gt;Per Serena Manuele era una sorta di forza della natura. Aveva in se l'energia per dar senso alle cose, per muovere le forme altrimenti immobili. Spesso le sue parole le sembravano scosse sismiche, foriere di una gran confusione come anche di un moto ordinato. Pacifiche o violente si trattava sempre di rivoluzioni in cui ogni oggetto coinvolto acquisiva un vettore, ogni forma trovava un proprio senso.&lt;br /&gt;Serena era sconvolta da questi avvenimenti, capaci di causarle dalla più sorpresa estasi al più rabbioso rigetto.&lt;br /&gt;S'era trovata spesso in moto lei stessa, in un vortice di sensi da cui era difficile trarsi fuori. Le capitava anche, quando la tempesta non fosse troppo violenta, di lasciarsi volutamente trasportare. Era allora che il suo volto stupito, ammaliato dal proliferare di legami e prospettive, rapito dall'intrecciarsi dei percorsi, rendeva tanto felice Manuele. Lui non s'accorgeva del proprio fare, ma continuava a raccontare in estasi per la bellezza di lei.&lt;br /&gt;Eppure non era sempre così che andavano le cose, a volte Serena si sentiva trascinata dove non voleva. O ancora circondata da forme ostili e moti aggressivi che la spaventavano ed irritavano. Si sentiva precipitare e con lei anche gli eventi sfuggivano incontrollati. Opporsi a certe manifestazioni d'energia era spesso pericoloso: moto contro stasi si finiva per litigare.&lt;br /&gt;Manuele da parte sua non aveva alcuna coscienza di tutto ciò. E anche quella sera s'inventò un funambolico gioco di parole che la fece sorridere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9149679892540227970-2038134087504874208?l=superficieserena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://superficieserena.blogspot.com/feeds/2038134087504874208/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9149679892540227970&amp;postID=2038134087504874208' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9149679892540227970/posts/default/2038134087504874208'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9149679892540227970/posts/default/2038134087504874208'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://superficieserena.blogspot.com/2008/10/8-rivoluzioni.html' title='8. Rivoluzioni'/><author><name>A.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09249643129304292570</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9149679892540227970.post-2005205367629102744</id><published>2008-10-18T18:53:00.000+02:00</published><updated>2008-10-18T18:56:44.691+02:00</updated><title type='text'>7. Un criterio</title><content type='html'>Finito di mangiare Serena aveva cominciato a sparecchiare la tavola e mettere in ordine. Ma Manuele si era imposto e l'aveva fatta sedere per occuparsi lui del resto. Da quando era tornato a casa gli era sembrata un po' stanca: doveva aver lavorato molto o doveva essersi sentita molto sola quel pomeriggio. Infine Serena s'era zittita: Manuele lavava i piatti e lei lo stava a guardare.&lt;br /&gt;Serena aveva un particolare amore per la forma delle cose, da intendersi come oggetti. Un'altra di quelle peculiarità che avevano spesso lasciato Manuele interdetto. Lei sceglieva tutto in base ad un criterio che non aveva nulla di costitutivo di un criterio.&lt;br /&gt;In fondo è un architetto, aveva osservato Manuele in passato, cercherà ciò che incontra il suo gusto e si abbina alla sua produzione artistica. Si era perciò spinto fino alle domande dirette per scovare il criterio di scelta di Serena. Ma si era dovuto arrendere di fronte alla ”evidenza”. Lei non andava oltre quella, né in un senso, dentro l'oggetto, né nell'altro, dentro se stessa. Era come se, trovatasi di fronte ad un oggetto piacevole, Serena cominciasse a passeggiare contenta sulla superficie di questo. Manuele osservava quello sguardo che errava, ma non era perso. L'aveva vista passeggiare su palazzi, soprammobili, quadri, montagne e persino libri.&lt;br /&gt;Lui osservava lo stesso oggetto e subito si trovava trasportato dalle rapide della fantasia e del ragionamento. In una mano il cannocchiale dell'analogia, nell'altra il microscopio del nesso. Quasi si dimenticava d'esser dov'era, e lui, sì, si perdeva. Arrivava a farsi girar la testa dal troppo lavorar di pensiero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9149679892540227970-2005205367629102744?l=superficieserena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://superficieserena.blogspot.com/feeds/2005205367629102744/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9149679892540227970&amp;postID=2005205367629102744' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9149679892540227970/posts/default/2005205367629102744'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9149679892540227970/posts/default/2005205367629102744'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://superficieserena.blogspot.com/2008/10/7-un-criterio.html' title='7. Un criterio'/><author><name>A.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09249643129304292570</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9149679892540227970.post-8850279459466846181</id><published>2008-10-11T22:41:00.000+02:00</published><updated>2008-10-11T22:47:00.562+02:00</updated><title type='text'>6. Osservazioni casuali</title><content type='html'>Quella sera non si parlò del mondo né della sua presunta struttura. Serena era distratta, un po' sovrappensiero e non ci si riusciva ad articolare nessun discorso compiuto. Saltava da palo in frasca con le sue solite osservazioni casuali, ognuna con uno stato d'animo, un'espressione del volto, tutte differenti. Tutte vagamente arroganti. Manuele era stato in passato molto infastidito da questo atteggiamento inconcludente, non lo capiva proprio. La ragazza sembrava, si atteggiava, forse era seria in ciò che diceva, ma ciò che diceva era scollegato, pasticciato e anche senso comune.&lt;br /&gt;Ci volle del tempo perché Manuele capisse che era semplicemente Serena che diceva di Serena, o meglio diceva Serena. Era uno sfogo di pura solitudine in cui l'interlocutore non aveva alcun ruolo, o meglio aveva il ruolo dello spettatore al cinema: starsene seduto al buio. Nessun film si proietterebbe in una sala vuota, ma ogni film pretende che la sala gremita sia anche silenziosa e buia. Che non si veda e non si senta.&lt;br /&gt;Per quanto la cosa potesse sembrare buffa tra due persone, all'interno di una coppia, di questo Manuele non riusciva proprio a sorridere. E se ne stava ad ascoltare silenzioso, sperando che finisse presto. Tentare un'obiezione avrebbe portato ad un litigio certo, e un litigio certo è anche un litigio evitabile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9149679892540227970-8850279459466846181?l=superficieserena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://superficieserena.blogspot.com/feeds/8850279459466846181/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9149679892540227970&amp;postID=8850279459466846181' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9149679892540227970/posts/default/8850279459466846181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9149679892540227970/posts/default/8850279459466846181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://superficieserena.blogspot.com/2008/10/6-osservazioni-casuali.html' title='6. Osservazioni casuali'/><author><name>A.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09249643129304292570</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9149679892540227970.post-887226621159705448</id><published>2008-10-07T19:20:00.000+02:00</published><updated>2008-10-07T19:35:55.902+02:00</updated><title type='text'>5. Le piante dell'amministratore</title><content type='html'>Il tempo passava e Manuele si era perso ancora una volta. Capitava che il suo pensiero gli sembrasse come una di quelle palline legate alla racchetta. Per quanto il cervello-racchetta lo colpisse con forza questo tornava indietro. Per quanto si affaticasse nel definire qualcosa di altro da se, si ritrovava sempre a ripassare i principi della sua visione del mondo. Ad affinarli e limarli sotto ogni punto di vista, a renderli buoni ad ogni occasione. Guardandosi intorno si trovò a pensare che un giorno la sua opinione sarebbe stata come le piante dell'amministratore: inutile necessità.&lt;br /&gt;Serena aveva messo l'acqua a bollire sul fuoco, senza coperchio. Aveva avvicinato una sedia ai fornelli e se ne stava ad osservare la pentola. La giornata l'aveva trascorsa interamente al tavolo da disegno, a tirar linee sugli enormi fogli bianchi. Aveva voglia di guardare qualcosa che si muovesse, che non fosse previsto e che non la impegnasse. Si dice che l'acqua si rifiuti di bollire alla presenza di uno spettatore, ma ci si sbaglia. In realtà essa si rifiuta solo di fronte ad uno spettatore impaziente, Serena non lo era. Aspettava Manuele ed osservava l'acqua: prima o poi la porta si sarebbe aperta e le bolle sarebbero comparse.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9149679892540227970-887226621159705448?l=superficieserena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://superficieserena.blogspot.com/feeds/887226621159705448/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9149679892540227970&amp;postID=887226621159705448' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9149679892540227970/posts/default/887226621159705448'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9149679892540227970/posts/default/887226621159705448'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://superficieserena.blogspot.com/2008/10/le-piante-dellamministratore.html' title='5. Le piante dell&apos;amministratore'/><author><name>A.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09249643129304292570</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9149679892540227970.post-1582069401738584549</id><published>2008-10-04T23:29:00.001+02:00</published><updated>2009-10-05T23:11:58.265+02:00</updated><title type='text'>4. Il salto</title><content type='html'>Eppure Manuele non riusciva a sfuggire alle parole, alle loro lettere in riga e alle righe in colonne. Si poteva incontrare al massimo qualche a capo come una buca, non certo un burrone.&lt;br /&gt;Le pile di libri erano quanto di più solido sapesse immaginare: parole su parole, righe su righe, pagine su pagine, volumi su volumi. Così si ergevano le altissime torri della ragione, e lassù si appollaiava Manuele. Le scalava con testardaggine solitaria, abbrutito dalla fatica. Raggiunta la cima provava un tuffo al cuore nel misurarne l'altezza con la proiezione dello sguardo. Ecco il salto, un lancio al rovescio. Perché non v'è altro fine per la più ardua delle scalate se non quello di poter raggiungere il più profondo abisso. Così Manuele si figurava la conoscenza umana: una scalata e un salto nel vuoto per perforare la superficie e allontanarsi da lei nel senso opposto alla sua normale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9149679892540227970-1582069401738584549?l=superficieserena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://superficieserena.blogspot.com/feeds/1582069401738584549/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9149679892540227970&amp;postID=1582069401738584549' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9149679892540227970/posts/default/1582069401738584549'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9149679892540227970/posts/default/1582069401738584549'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://superficieserena.blogspot.com/2008/10/4-il-salto.html' title='4. Il salto'/><author><name>A.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09249643129304292570</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9149679892540227970.post-8460406893250404431</id><published>2008-10-02T14:27:00.000+02:00</published><updated>2008-10-02T14:32:44.649+02:00</updated><title type='text'>3. Il timido arco</title><content type='html'>Mancavano ormai pochi metri alla porta di casa eppure quel “mondo è struttura” non fioriva in alcun discorso semplice e chiaro. Anzi Manuele si ritrovava la testa piena di parole come petali spinti da un forte vento confutatorio.&lt;br /&gt;Decise che valeva la pena, per una così notevole rivelazione, di impegnare ancora cinque minuti e così si sedette sul pianerottolo: trovò posto tra le piante dell'amministratore.&lt;br /&gt;Per raggiungere l'ingresso della loro soffitta bisognava attraversare un piccolo arco sospeso nel vuoto che portava dal pianerottolo stesso alla porta sul muro di fronte. I dieci gradini che lo formavano gli ricordavano Serena che su larghi fogli bianchi gli mostrava come le rette si piegano. Se la vedeva lassù a mezz'aria disegnare il profilo del timido arco. Poi con l'inchiostro nero come un impasto di punti definiva i gradini ad uno ad uno. Semplice no?!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9149679892540227970-8460406893250404431?l=superficieserena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://superficieserena.blogspot.com/feeds/8460406893250404431/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9149679892540227970&amp;postID=8460406893250404431' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9149679892540227970/posts/default/8460406893250404431'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9149679892540227970/posts/default/8460406893250404431'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://superficieserena.blogspot.com/2008/10/3-il-timido-arco.html' title='3. Il timido arco'/><author><name>A.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09249643129304292570</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9149679892540227970.post-7034370344559896810</id><published>2008-09-30T22:00:00.000+02:00</published><updated>2008-10-21T22:33:14.272+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='manuele serena linee ragione piano'/><title type='text'>2. Il parco</title><content type='html'>Manuele preferiva attraversare il parco sia la mattina che la sera, al ritorno. Era febbraio e le mattine d'inverno erano deserte e inospitali, con tutte le loro forme aguzze e scivolose. Le sere invece erano profonde, sembrava si andasse sempre più verso un abisso; come se il mondo non sarebbe mai più tornato a galla per il nuovo giorno.&lt;br /&gt;In quella tarda ora d'inverno i viali del parco davano spettacolo d'assurdo: il buio si faceva concavo e convesso, il selciato era un po' stropicciato ed un gatto attraversava il paesaggio in diagonale, camminandoti sopra la testa.&lt;br /&gt;Manuele si sentiva l'unica superficie su cui due rette parallele non si sarebbero mai incontrate, l'ultimo naos della ragione, ed insomma così noioso.&lt;br /&gt;A pochi minuti da lì Serena stava sicuramente abbandonando il suo pianeggiante regno popolato da carte, spaccati e qualche retta solitaria. Spiccava un piccolo salto dallo sgabello, planava a piedi nudi per le stanze, fissava il frigo per un po' e trovava posto su una delle sedie della cucina. Che fare per cena?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9149679892540227970-7034370344559896810?l=superficieserena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://superficieserena.blogspot.com/feeds/7034370344559896810/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9149679892540227970&amp;postID=7034370344559896810' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9149679892540227970/posts/default/7034370344559896810'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9149679892540227970/posts/default/7034370344559896810'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://superficieserena.blogspot.com/2008/09/manuele-preferiva-attraversare-il-parco.html' title='2. Il parco'/><author><name>A.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09249643129304292570</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9149679892540227970.post-1579537201384541723</id><published>2008-09-29T20:19:00.000+02:00</published><updated>2008-09-30T16:20:59.728+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='manuele struttura concetto'/><title type='text'>1. Manuele</title><content type='html'>Manuele, impiegato della biblioteca comunale, si era persuaso che il mondo fosse struttura. Si occupava personalmente dell'ordine di più di cinquemila libri. E durante quel lavoro, dopo lungo pensare era giunto alla sua conclusione. La folgorazione arrivò poco prima dell'ora di chiusura e lo rapì completamente. Lasciò pure qualche libro nel carrello: con un sorriso li avrebbe porti a chi l'indomani cercandoli non li avesse trovati tra gli scaffali.&lt;br /&gt;Era davvero assorto nei suoi pensieri, perché colto il concetto di struttura bisognava preoccuparsi della sua presentazione. Alla sua Serena, a lei per prima, avrebbe dovuto spiegarlo. Ma il come non era affare da poco: l'idea doveva stupirla. Manuele conosceva bene il suo amore, sapeva come lei sapesse fargli toccare il cielo con un dito quando sgranava i begli occhi stupita, accompagnandoli con una dolce smorfietta delle labbra.&lt;br /&gt;Così nello spegnere le ultime lampade da tavolo popolava la sua testa di previsioni e soluzioni, come di qualche fugace presagio di gloria. Fece scattare le tre mandate del vecchio portone e si avviò verso casa. Intorno a lui era buio pesto se non in qualche confinata ellissi di luce, e passeggiando bisognava stare attenti a dove si mettevano i piedi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9149679892540227970-1579537201384541723?l=superficieserena.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://superficieserena.blogspot.com/feeds/1579537201384541723/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9149679892540227970&amp;postID=1579537201384541723' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9149679892540227970/posts/default/1579537201384541723'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9149679892540227970/posts/default/1579537201384541723'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://superficieserena.blogspot.com/2008/09/manuele.html' title='1. Manuele'/><author><name>A.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09249643129304292570</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
